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Listing Ship - recensione su Indie Zone |
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Listing Ship - A Hull full of Oil and Bone
Autore: Tommaso 'tum' Vecchio
L’aorta di una balena ha un diametro più grande di quello del tubo principale dell’impianto idraulico del ponte di Londra, e l’acqua che muggisce attraverso questo tubo ha meno impeto e velocità del sangue che sprizza dal cuore della balena
Paley , Teologia; da H. Melville Moby Dick
Prendete un polveroso saloon e piazzate su un palchetto i Belle & Sebastian saltellanti di “Me and the Major”; ora fate conto che a dirigere la ridente orchestrina ci sia Sufjan Stevens, barbuto e concentrato come la tradizione del Prog impone! Così, tra visioni Felliniane e gighe d’una Arcadia tutta stellestriscie, saprei dove c’è sempre posto per un gruppo come i Listing Ships: in un cuore aperto in due come una pesca appena colta.
Collettivo visionario, trasognati suonatori per pura passione, lontani dal tempo. Ammaliano, incantano, stupiscono, hanno il pregio di saper infondere armonia attraverso la propria arte. “A Hull Full of Oil and Bone” è un flipper furioso nel mescolare gli stili del folk contemporaneo. 15 canzoni per 7 vite. Ecco che, se l’”Archaelogist”della prima traccia scaverà nel PoP intimista dei compaesani Devics; un netto cambio di rotta verso la tradizione irlanda dei Pogues dominerà “A Hull Full of Oil and Bone”. Non farete in tempo a sollevare il calice per un brindisi. Abissale e straniante l’oceanica ballata “Dragonfly” fa da risacca a “Open Your Heart”, scherzoso bozzetto sinfonico. A chiudere i conti il singolino sunshine pop “Voice Of The Future”, sghembo flusso di coscienza che rivela l’amore viscerale per il mondo dei videogame. Se vi sembra folle incappare in una band del genere bazzicando per Abbiategrasso, rivolgetevi a quei bravi ragazzi di UnbrucoBlu.
Bless!
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